Cosa sono la giunta e il consiglio regionale?

Il Consiglio Regionale

Per quanto riguarda il consiglio regionale, la legge Tatarella prevede che si eleggano:

  • l’80% dei consiglieri con metodo nominativo e proporzionale, con liste presentate nelle diverse province della regione;
  • il 20% dei consiglieri con metodo maggioritario plurinominale (lista regionale, con capogruppo il candidato presidente di ogni lista).

La legge applica un premio di maggioranza per le liste collegate al Presidente vincitore, in modo che abbia sempre la maggioranza. Il premio di maggioranza da quindi dei rappresentanti aggiuntivi alla maggioranza, con i seggi che vengono dati ai membri del listino regionale.

I membri della lista regionale collegata al Presidente vincente vengono eletti tutti tranne in casi particolari. Infatti la legge però tutela sia la maggioranza che la minoranza (opposizione).

Nel dettaglio:

Se le liste provinciali attribuiscono una percentuale di almeno il 50% del Presidente eletto, solo la metà dei seggi del listino regionale collegato. Il resto dei seggi viene attribuito proporzionalmente alla minoranza.

Se il Presidente della Giunta regionale viene eletto avendo ottenuto i due/quinti dei seggi totali, per la ‘clausola di governabilità’ il nuovo Governatore della regione ha diritto ad avere almeno tre/quinti dei seggi, per avere quindi una maggioranza stabile. In alcuni casi può capitare di dover assegnare dei seggi supplementari d’ufficio alla maggioranza.

La Giunta Regionale

La Giunta regionale amministra la regione, programmando durante tutto il mandato i piani, bilanci e norme.

Essa è l’organo della regione composto dal Presidente della giunta e gli assessori che vengono scelti dal neo Presidente eletto. I nuovi assessori della Giunta possono essere scelti dai membri del consiglio regionale oppure da membri esterni al consiglio, che comunque rispettino tutti i principi di candidabilità ed eleggibilità. Inoltre il nuovo Governatore della regione nominerà uno degli assessori a rivestire anche la carica di Vicepresidente.

Il numero totale degli assessori della Giunta è definito all’intero di ogni Statuto di regione; comunque esso non dovrà mai essere superiore ad un/quinto del numero totale previsto per i Consiglieri regionali.

Elezioni Regionali: la guida completa

Le elezioni regionali sono le elezioni con le quali i residenti di una determinata regione ne eleggono il Presidente (chiamato anche Governatore) ed i Consiglieri del futuro Consiglio regionale.

Cosa si elegge

Con le elezioni regionali gli italiani sono quindi chiamati a votare per eleggere il Presidente della propria regione ed i Consiglieri regionali, che andranno a formare il Consiglio regionale.

Successivamente alle elezioni regionali, il nuovo Presidente sarà chiamato a formare la ‘Giunta regionale’; quindi il neo Governatore di regione in pratica dovrà nominare tutti gli assessori che faranno parte di questa Giunta.

I cittadini di una regione, tramite le elezioni regionali eleggono:

  • Presidente della regione
  • Consiglieri del Consiglio regionale
  • Assessori della Giunta regionale (nominati dal nuovo presidente della regione)

Legge Tatarella

Per capire come si svolgono le elezioni regionali è necessario conoscere la norma che le regola: la legge Tatarella. Conosciuta anche come legge Tatarellum, con essa vengono gestite le elezioni di tutte le regioni italiane, sia quelle a statuto ordinario che quelle a statuto speciale.

La legge Tatarella prevede che si elegga un presidente della regione ed un Consiglio regionale eletto in modo maggioritario e presidenziale.

Per la elezione del Presidente, il Tatarellum permette alle regioni (previa modifica del proprio Statuto) di scegliere tra due possibilità:

  • elezione diretta (con voto dei cittatini)
  • elezione tramite modello parlamentare (con voto dei consiglieri regionali scelti dai cittatini)

Se il presidente viene eletto con voto dei cittadini, in caso di mozione di sfiducia da parte del Consiglio regionale, il Presidente sarà sollevato dall’incarico ma sarà necessario tornare al voto anche per eleggere nuovamente i rappresentanti dello stesso Consiglio regionale.

  • Legge n. 43 del 23 febbraio 1995 (legge Tatarella): link

Il Presidente

Dunque a seconda della scelta della regione, che dovrà necessariamente essere scritta nel proprio statuto, il Presidente della Giunta regionale può essere eletto in modo diretta dai cittadino o dal Consiglio regionale, che a sua volta viene eletto sempre dai cittatini.

In Italia, in tutte le regioni a statuto ordinario ed in tre regioni a statuto speciale (Sicilia, Sardegna e Friuli-Venezia Giulia), il Presidente viene scelto dai cittadini per elezione diretta, tramite votazione.

In tutte queste regioni viene eletto il Presidente che ha ricevuto la maggioranza dei voti. Solamente in Toscana è necessario ricevere al primo turno almeno il 40% dei voti validi per essere eletto come nuovo Presidente della Giunta regionale, altrimenti si va al secondo turno di votazioni, con ballottaggio tra i due candidati Presidente di regione più votati.

Fanno eccezione alla scelta di elezione diretta ed universale del Presidente della regione solamente due regioni a statuto speciale: Valle d’Aosta e Trentino.

In Valle d’Aosta, regione a statuto speciale, ha optato per l’elezione del Presidente della Giunta eletto dai componenti del Consiglio regionale votato dai cittadini.

In Trentino invece non ci sono elezioni regionali dal 2003. Il ruolo di Presidente della regione viene ricoperto, in modo alternato, dai Presidente delle province di Trento e Bolzano.

Il Consiglio Regionale

Per quanto riguarda il consiglio regionale, in generale la legge Tatarella prevede che si eleggano:

  • l’80% dei consiglieri con metodo nominativo e proporzionale, con liste presentate nelle diverse province della regione;
  • il 20% dei consiglieri con metodo maggioritario plurinominale (lista regionale, con capogruppo il candidato presidente di ogni lista).

La legge applica un premio di maggioranza per le liste collegate al Presidente vincitore, in modo che abbia sempre la maggioranza. Il premio di maggioranza da quindi dei rappresentanti aggiuntivi alla maggioranza, con i seggi che vengono dati ai membri del listino regionale.

I membri della lista regionale collegata al Presidente vincente vengono eletti tutti tranne in casi particolari. Infatti la legge però tutela sia la maggioranza che la minoranza (opposizione).

Nel dettaglio:

Se le liste provinciali attribuiscono una percentuale di almeno il 50% del Presidente eletto, solo la metà dei seggi del listino regionale collegato. Il resto dei seggi viene attribuito proporzionalmente alla minoranza.

Se il Presidente della Giunta regionale viene eletto avendo ottenuto i due/quinti dei seggi totali, per la ‘clausola di governabilità’ il nuovo Governatore della regione ha diritto ad avere almeno tre/quinti dei seggi, per avere quindi una maggioranza stabile. In alcuni casi può capitare di dover assegnare dei seggi supplementari d’ufficio alla maggioranza.

Queste sono le norme generali ma, come detto, ogni regione può cambiare in base alle proprie esigenza, le modalità di elezione. Dunque per conoscere nel dettaglio la legge elettorale regionale per elezione di Presidente, Consiglio Regionale e Giunta Regionale è consigliabile consultare lo Statuto vigente della relativa regione.

La Giunta Regionale

La Giunta regionale amministra la regione, programmando durante tutto il mandato i piani, bilanci e norme.

Essa è l’organo della regione composto dal Presidente della giunta e gli assessori che vengono scelti dal neo Presidente eletto. I nuovi assessori della Giunta possono essere scelti dai membri del consiglio regionale oppure da membri esterni al consiglio, che comunque rispettino tutti i principi di candidabilità ed eleggibilità. Inoltre il nuovo Governatore della regione nominerà uno degli assessori a rivestire anche la carica di Vicepresidente.

Il numero totale degli assessori della Giunta è definito all’intero di ogni Statuto di regione; comunque esso non dovrà mai essere superiore ad un/quinto del numero totale previsto per i Consiglieri regionali.

Numero Consiglieri ed Assessori

A partire dal 2011 sono state introdotto delle leggi per l’abbattimento dei costi della politica nelle regioni. In particolare sono nate le norme:

  • decreto-legge 138/2011 art. 14 – link
  • decreto-legge 174/2012 art. 2 – link

Nel dettaglio, ecco di seguito cosa è scaturito per le regioni a statuto ordinario:

  • massimo 20 consiglieri per Regioni con popolazione fino ad un milione di abitanti;
  • massimo 30 consiglieri per Regioni con popolazione fino a due milioni di abitanti;
  • massimo 40 consiglieri per Regioni con popolazione fino a quattro milioni di abitanti;
  • massimo 50 consiglieri per Regioni con popolazione fino a sei milioni di abitanti;
  • massimo 70 consiglieri per Regioni con popolazione fino ad otto milioni di abitanti;
  • massimo 80 consiglieri per Regioni con popolazione superiore ad otto milioni di abitanti.
  • il massimo degli assessori regionali deve essere pari ad un/quinto del totale dei Consiglieri della regione (calcolo fatto con arrotondamento all’unità superiore).

Per quanto riguarda le regioni a statuto speciale, la stessa legge di cui prima (decreto-legge 138/2011) non può imporne dei limiti, in conformità all’articolo 116 della Costituzione Italiana.

Ecco di seguito quali sono i numeri di consiglieri e di assessori che attualmente sono previsti in tutte le regioni d’Italia.

Regione Numero Consiglieri Numero Assessori
(max)
Abruzzo 30 6
Basilicata 20 4
Calabria 30 6
Campania 50 10
Emilia Romagna 50 10
Friuli 49 10
Lazio 50 10
Liguria 30 6
Lombardia 80 16
Marche 30 6
Molise 20 4
Piemonte 50 10
Puglia 50 10
Sardegna 60 12
Sicilia 70 14
Toscana 40 8
Trentino Alto Adige 70 14
Umbria 20 4
Valle d’Aosta 35 7
Veneto 50 10

Quando si vota

Il mandato di tutti gli organi regionali, Presidente della regione, Giunta regionale e Consiglio regionale, dura 5 anni. Dunque alle elezioni regionali si vota ogni 5 anni, a meno che ci sia lo scioglimento anticipato degli organi.

Lo scioglimento anticipato del Consiglio regionale, Giunta regionale e quindi il sollevamente dell’incarico del Presidente della Giunta può essere disposto dal Presidente della Repubblica, per eventuali gravi violazioni di legge o contrari alla Costituzione Italiana.

Inoltre il Consiglio regionale può presentare una mozione di sfiducia verso il Presidente della Giunta, per sollevarlo dall’incarico anticipatamente; la mozione deve essere motivata e sottoscritta da almeno un quinto dei componenti totali. Tuttavia se un Governatore di regione è stato eletto in maniera diretta ed a suffragio universale, la rimozione dello stesso comporterà di conseguenza anche il sollevamento dell’incarico sia della Giunta che del Consiglio regionale.

Categorie Senza categoria

Elezioni Europee: la guida completa

Le elezioni Europee sono le elezioni con le quali i cittadini degli Stati membri dell’Unione Europea eleggono i candidati del proprio Paese a rappresentarli come membro del Parlamento Europeo.

Tutti gli europarlamentari sono eletti a suffragio universale diretto dalle 28 nazioni facenti parte dell’Unione Europea .

Cosa si elegge

Dunque le elezioni europee servono agli stati dell’Unione Europea per scegliere i propri europarlamentari che andranno a far parte della composizione del Parlamento Europeo.

Successivamente alla composizione del Parlamento, saranno scelti quindi il Presidente, i 14 vicepresidenti ed i 5 questori.

  • Sito ufficiale Parlamento Europeo: link

Parlamento Europeo

Il Parlamento Europeo è composta da 750 (ridotto a 705 dopo l’uscita del Regno Unito) deputati più il Presidente. Essi sono cosi distribuiti tra i vari Paesi (in blu il numero dei seggi dopo la Brexit):

  • Germania 96 – 96
  • Francia 74 – 79
  • Italia 73 – 76
  • Regno Unito 73 – 0
  • Spagna 54 – 59
  • Polonia 51 – 52
  • Romania 32 – 33
  • Paesi Bassi 26 – 29
  • Belgio, Rep. Ceca, Grecia, Ungheria, Portogallo 21 – 21
  • Svezia 20 – 21
  • Austria 18 – 19
  • Bulgaria 17 – 17
  • Finlandia, Danimarca, Slovacchia 13 – 14
  • Irlanda 11 – 13
  • Croazia 11 – 12
  • Lituania 11 – 11
  • Lettonia, Slovenia 8 – 8
  • Estonia 6 – 7
  • Cipro, Lussemburgo, Malta 6 – 6

Una persona residente in Italia, per candidarsi ad essere eletto europarlamentare deve aver compiuto 25 anni, cosi come in Grecia. Per Belgio, Bulgaria, Cipro, Repubblica Ceca, Estonia, Irlanda, Lettonia, Lituania, Polonia e Slovacchia l’età minima è 21 anni ed in Romania 23. In tutti gli altri Stati l’età minima per candidarsi al Parlamento Europeo è di 18 anni.

  • Deputati Parlamento Europeo: link

Quando si vota

I cittadini dei paesi della comunità Europea sono chiamati a votare chi li rappresenterà nel Parlamento Europeo ogni 5 anni. Le elezioni sono effettuate nei giorni tra giovedi e domenica della stessa settimana, a seconda delle usanze nei diversi Stati. Ad esempio in Italia solitamente si vota solo la domenica.

In caso di un nuovo Stato che entra a far parte nell’Unione Europea durante una legislatura vigente del Parlamento Europeo, gli elettori residenti nello Stato entrante saranno chiamati a votare per eleggere i propri rappresentanti in Europa.

Chi può votare

Alle elezioni europee possono votare tutti i cittadini dei membri europei che abbiano superato il limite minimo di età.

L’età minima per poter votare alle elezioni europee è stabilita autonoma e te da ogni nazione. Tuttavia in quasi tutti gli Stati membri l’età minima per poter votare è di 18 anni, eccetto Grecia (17 anni), Austria e Malta (16 anni entrambe.

Voto dall’estero

Quasi tutti gli Stati membri consentono la possibilità di votare dall’estero alle elezioni del Parlamento Europeo. Alcuni Stati richiedono che gli elettori che votano all’estero debbano chiedere un’autorizzazione al proprio Stato di origine, per poter poi votare via posta o in un’ambasciata o consolato del proprio Paese.

In alcuni Stati membri (ad esempio in Danimarca), il voto alle ambasciate si svolge prima del giorno delle elezioni, ed in altri il voto via posta può essere inviato direttamente alle ambasciate o consolati.

In diversi Stati membri, il diritto di voto all’estero si applica solo a
cittadini che vivono in un altro Stato membro dell’UE (ad esempio in Bulgaria ed in Italia). Inoltre, la maggior parte degli Stati membri ha accordi speciali per diplomatici e militari in servizio all’estero.

Nuovi emendamenti alla legge elettorale del 1976, approvati dal Parlamento Europeo il 4 luglio 2018, affermano che gli Stati membri possono prevedere la possibilità di votazione anticipata, via posta e via Internet per esprimere il proprio voto alle elezioni per il Parlamento europeo.

Qualora lo facciano, gli Stati devoo adottare misure sufficienti per garantire l’attendibilità del voto, la segretezza del voto e la protezione dei dati personali in conformità con accordo con le leggi dell’UE.

Gli Stati membri adottano le misure necessarie per garantire il doppio voto alle elezioni
al Parlamento europeo è soggetto a sanzioni efficaci, proporzionate e dissuasive. Infine, gli Stati membri
possono adottare le misure necessarie per consentire a quelli dei loro cittadini residenti in paesi terzi di votare alle elezioni del
Parlamento europeo.

 

Member States shall take the necessary measures to ensure that double voting in elections
to the European Parliament is subject to effective, proportionate and dissuasive penalties. Finally, Member States
may take the necessary measures to allow those of their citizens residing in third countries to vote in elections to the
European Parliament.

 

Elezioni Amministrative Comunali: la guida completa

Le elezioni amministrative sono le elezioni con le quali, attraverso un sistema di votazione, i cittadini eleggono il sindaco di una provincia e tutti i consiglieri che andranno a comporre il Consiglio Comunale. Per questo motivo sono spesso chiamate anche ‘elezioni comunali’ o ‘elezioni del comune’.

Cosa si elegge

Dunque con le elezioni comunali gli elettori residenti di un determinato comune italiano sono chiamati a votare per eleggere il nuovo Sindaco. Nella stessa votazione dovrà essere data la propria preferenza per il consigliere comunale che si vuole eleggere e che vada ad essere uno dei membri del nuovo Consiglio Comunale.

Con le elezioni amministrative comunali quindi si eleggono:

  • il nuovo Sindaco
  • i membri del nuovo Consiglio Comunale
  • gli assessori (scelti dal Sindaco) della Giunta Comunale

Vediamo di seguito nel dettaglio.

Il sindaco

Le leggi vigenti sull’elezione del sindaco della città prevedono che per essere eletti al primo turno il candidato sindaco debba ricevere il 50% dei voti più uno del totale degli elettori. Se non si raggiunge il quorum al primo turno, si passa al ballottaggio (secondo turno).

Come funziona il ballottaggio del Sindaco? I primi due candidati sindaci che  al primo turno di votazioni hanno ricevuto più voti si scontrano nel cosidetto ‘ballottaggio’. In questo secondo turno di votazioni verrà eletto il Sindaco che tra i due prenderà il maggior numero di voti.

Per i comuni con meno di 15mila abitanti il Sindaco che ottiene il maggior numero di voti viene eletto al primo turno, senza andare al ballottaggio. Solo in caso di stesso numero voti si procede al ballottaggio: se anche al secondo turno si ripresenta lo stesso numero di voti per entrambi i candidati, viene eletto il candidato più anziano.

Il consiglio Comunale

Per quanto concerne il Consiglio Comunale, l’assegnazione del numero dei seggi ai partiti politici viene fatta successivamente all’elezione del Sindaco, che sia essa avvenuta al primo o al secondo turno.

I seggi, a seconda delle diverse modalità di elezione del neo Sindaco, vengono cosi distribuiti:

  • Caso 1 – Sindaco eletto al primo turno ma le liste collegate non hanno raggiunto il 50%. I seggi vengono distribuiti col metodo proporzionale secondo il metodo D’Hondt;
  • Caso 2 – Sindaco eletto al primo turno, le liste a lui legate raggiungono almeno il 40% dei voti validi e nessuna del resto delle liste raggiunge il 50% dei voti. Viene assegnato il premio di maggioranza al gruppo di liste collegate al Sindaco che avrà il 60% dei seggi. I restanti seggi vengono assegnato col metodo D’Hondt;
  • Caso 3 – Sindaco eletto al ballottaggio, le liste associate non hanno raggiunto al primo turno il 60% dei voti e nessuna delle liste restanti ha preso il 50% di voti. Viene assegnato il premio di maggioranza, dando il 60% dei seggi alle liste collegate al nuovo Sindaco. Gli altri seggi vengono ripartiti tramite il sistema D’Hondt.

Nei comuni che hanno fino a 15mila abitanti, i candidati Sindaci possono avere solamente una lista collegata. Quindi votando il Sindaco si sceglie anche la lista di consiglieri collegata. L’elettore può comunque indicare la sua preferenza di Consigliere, scrivendo sulla scheda elettorale il cognome del candidato della lista associata al sindaco che si sta votando.

  • Metodo D’Hondt: link
  • Decreto Legistlativo n. 267, 18 agosto 2000: link

La Giunta Comunale

Successivamente, il Sindaco vincitore nominerà, nella prima seduta del nuovo Consiglio Comunale, i membri della Giunta Comunale. Essa è una squadra formata dal primo cittadino stesso e dagli assessori scelti, appunto, dal nuovo Sindaco.

La Giunta collabora direttamente con il Comune e annualmente mostra al Consiglio Comunale tutto quello che ha svolto e quali sono gli eventuali nuovi propositi.

Il numero totale degli assessori che andranno a formare la nuova Giunta Comunale varia da città a città, a seconda del numero di abitanti e dalle scelte del Sindaco che, in base alle sue valutazioni politiche, determina il numero finale (che non potrà mai essere superiore a quello previsto per legge). Uno degli assessori sarà scelto dal Sindaco a ricoprire anche la carica di Vicesindaco.

Gli assessori possono essere membri del nuovo Consiglio Comunale o rappresentanti esterni, che comunque rispettino tutti i requisiti di eleggibilità e candidabilità per la carica di Consigliere Comunale.

Nota: I Consiglieri Comunali scelti dal sindaco a ricoprire il ruolo di assessore cesseranno l’attività di consigliere all’accettazione della nomina.

Numero massimo di Assessori e Consiglieri

Il numero di assessori e consiglieri di una città dipende dal numero di abitanti della stessa.

Per i consiglieri esiste un numero totale che sarà eletto a seconda di quante persone sono residenti in quella determinata città.

Per quanto riguarda il numero di assessori esiste, per legge, un numero massimo che il sindaco deve tener conto durante la scelta degli assessorati; tuttavia il Sindaco di una città può sceglierne anche in numero inferiore al limite massimo imposto dalla legge.

Ecco di seguito la tabella riassuntiva del numero di Consiglieri Comunali ed assessori:

Numero di abitanti Numero Consiglieri Numero Assessori
(max)
fino a 3.000 10 2
da 3.000 a 10.000 12 4
da 10.000 a 30.000 16 5
da 30.000 a 100.000 24 7
da 100.000 a 250.000 32 9
da 250.000 a 500.000 36 10
da 500.000 a 1.000.000 40 11
maggiore di 1.000.000 48 12

Quando si vota

Le elezioni amministrative comunali si svolgono per legge ogni 5 anni. Dunque il mandato di un Sindaco eletto, di Consiglio e Giunta Comunale dura per 5 anni, dopodichè è necessario tornare alle elezioni.

E’ possibile che si possa ritornare al voto prima della scadenza naturale, in caso di dimissioni irrevocabili del Sindaco, di approvazione di una mozione di sfiducia oppure di scioglimento del Consiglio Comunale nei casi previsti dalla legge.

Come si vota

Ma come si vota alle elezioni amministrative? Per prima cosa è necessario recarsi alla sezione indicata sulla propria tessera elettorale. Per votare si deve portare con sè, oltre alla tessera elettorale, un documento di riconoscimento d’identità (carta d’identità, patente di guida, passaporto).

Una volta mostrati i documenti, si ricevono le schede elettorali, dove dovrà essere apposto il proprio voto. Di seguito ecco alcune indicazioni su come votare il sindaco ed il Consigliere Comunale:

  • Scrivere una X sul simbolo della lista. Il voto andrà al Sindaco ed alla lista.
  • Scrivere una X sul simbolo della lista ed il cognome del consigliere della lista da votare. Il voto andrà al Sindaco, alla lista ed al consigliere votato.
  • Scrivere una X sul nome del Sindaco da votare. Il voto andrà al Sindaco ma non alla lista.

Nei comuni con più di 15mila abitanti è possibile votare la ‘doppia preferenza di genere‘. In pratica consiste nel poter votare due consiglieri di una stessa lista, basta che siano di sesso opposto.

Nota: Prima di andare a votare sarebbe bene controllare che sulla tessera elettorale ci sia almeno uno spazio libero per il timbro dell’avvenuta votazione; in caso contrario è necessario recarsi presso il Comune della città per chiederne una nuova.

Il voto disgiunto

Alle elezioni comunali dei paesi con più di 15mila abitanti è ammesso il voto disgiunto, ossia la possibilità di votare il Sindaco di una lista ed il Consigliere Comunale di una lista differente.

Come si vota sulla scheda elettorale con il voto disgiunto?

  • Si scrive una X sul nome del Sindaco da votare della ‘lista A’
  • Si scrive una X sul simbolo della ‘lista B’ ed il cognome del consigliere della lista da votare.

In questo modo il voto andrà sia al Sindaco della (ipotetica) ‘lista A’, sia al consigliere della (ipotetica) ‘lista B’.

Chi può votare

Sindaco e Consiglieri Comunali possono essere votati dalle persone maggiorenni che risultano iscritte nelle liste elettorale del proprio Comune di residenza.

Dunque chiunque abbia compiuto 18 anni il giorno delle elezioni comunali può votare per il Sindato del proprio Comune ed il proprio Consigliere di fiducia. Non si può votare per gli Assessori che, come detto, saranno scelti in seguito dal Sindaco eletto.

Svolgimento elezioni

Ogni qual volta che ci sono le elezioni comunali, è necessario presentare la propria lista di candidati. Essa deve essere depositata entro date e orari prestabiliti, ossia:

  • dalle 8 alle 20 del 30esimo giorno prima delle elezioni
  • dalle 8 alle 12 del 29esimo giorno prima delle elezioni

Le liste vanno presentate alla segreteria del Comune per il quale ci si candida, nei giorni e negli orari indicati. Le liste che arriveranno in ritardo o fuori orario non saranno accettate.

Entro il giorno successivo al termine per la presentazione, il Comune valuterà e verificherà la regolarità di tutte le liste e comunicherà se esse sono state accettate o meno.

I partiti e le liste che saranno state accolte potranno cominciare a svolgere le proprie attività politiche, organizzando comizi e manifestazioni per promuovere il proprio programma. Il tutto fino al giorno precedente delle votazioni quando entrerà in vigore il silenzio elettorale, che durerà fino alla fine delle votazioni.

Subito dopo le votazioni ci saranno i primi sondaggi (gli exit poll comunali) che mostreranno chi potrebbe aver vinto le elezioni amministrative di un determinato comune. E’ chiaro che la certezza di una vittoria si potrà avere solamente dopo il completamento dello spoglio elettorale, che avverrà non oltre il giorno successivo a quello delle votazioni.

Nei comuni con più di 15mila abitanti, nel caso che nessun candidato sindaco abbia raggiunto la maggioranza assoluta (50%+1), come detto, si andrà al ballottaggio: un secondo turno di votazioni dopo due settimane, che vedrà affrontarsi in un confronto a 2 i due sindaci più suffragati del primo turno.

Categorie Senza categoria

Elezioni Politiche Italiane: la guida completa

Le elezioni politiche sono quelle che, attraverso il voto dei cittadini con cittadinanza italiana residenti in Italia ed all’estero, eleggono i propri rappresentati del Parlamento Italiano. Per questo motivo sono anche comunemente chiamate elezioni parlamentari.

Cosa si elegge

Con le elezioni politiche quindi si eleggono i rappresentanti delle due camere del parlamento: la Camera dei Deputati ed il Senato della Repubblica.

E’ invece il presidente della Repubblica che, preso atto della maggioranza del governo, nomina il Presidente del Consiglio del nuovo Governo. Successivamente il neo capo del governo dovrà presentare la proposta dei ministri, che dovrà essere battezzata dal presidente della Repubblica. L’elezione dei parlamentari e quindi del Governo è molto importante per una nazione, poichè grazie ad esso saranno gestiti tutti i ministeri e quindi tutti gli enti pubblici come l’IPNS e tutte le altre presenti sul territorio italiano.

  • Sito ufficiale del Govero: link

Camera dei deputati

La camera dei deputati, più volte chiamata solamente ‘Camera’, è una delle due camere del Parlamento italiano. In totale la Camera dei deputati è composta da un totale di 630 deputati. Nel dettaglio:

  • 618 seggi sono eletti dai voti degli italiani residenti in Italia;
  • 12 seggi sono destinati a parlamentari eletti dalla ‘Circoscrizione Estero’, che vengono eletti dagli italiani residenti all’estero.

Per candidarsi a deputato della Camera è necessario avere compiuto 25 anni.

  • Sito ufficiale della Camera: link

Senato della Repubblica

Il senato della Repubblica, che spesso viene chiamato più semplicemente ‘Senato’, è l’altra camera del Parlamento. E’ formato da una base di 315 senatori più i senatori a vita ed un massimo di 5 senatori scelti dal Presidente della Repubblica.

Nel dettaglio il Senato del Parlamento è cosi composto:

  • 309 seggi sono ripartiti tra le regioni d’Italia che, a seconda della propria popolazione hanno un determinato numero di senatori;
  • 6 seggi sono riservati alla ‘circoscrizione estero’ che elegge cosi i rappresentanti degli italiani residenti all’estero;
  • max 5 seggi dedicati a senatori scelti, in base ad altissimi meriti, direttamente dal nuovo Presidente della Repubblica;
  • i senatori a vita, che sono tutti gli ex Presidenti della Repubblica, salvo rinuncia.

Per essere candidabile, il potenziale senatore deve aver compiuto 40 anni di età.

  • Sito ufficiale del Senato: link

Quando si vota

Le elezioni politiche si svolgono ogni 5 anni e comunque entro 70 giorni dalla data dello scioglimento delle camere del Parlamento. Quindi ogni 5 anni i cittadini italiani sono chiamati a votare i potenziali deputati e senatori che si candidano con le rispettive forze politiche.

In caso di caduta anticipata del Governo prima della scadenza dei 5 anni, con conseguente scioglimento delle due camere, si potrebbe andare a votare per quelle che solitamente vengono chiamate ‘elezioni anticipate’ o ‘voto anticipato’. Se, nonostante il Governo in carica sia stato sciolto, si trovasse una nuova maggioranza capace di dar vita ad un nuovo Governo, si ritornerebbe al voto solo a naturale scadenza delle elezioni, senza andare quindi alle elezioni anticipate.

Chi può votare

Alle elezioni politiche possono votare tutti i cittadini italiani che rispettano determinati requisiti di età minima. C’è una differenza tra gli elettori della Camera rispetto al Senato.

Infatti i parlamentari della Camera possono essere votati dagli italiani che hanno compiuto almeno 18 anni di età; i candidati senatori invece possono essere votati dai cittadini italiani che hanno compito almeno 25 anni.

Svolgimento delle elezioni

Dunque una volta che il Governo termina, entro 70 giorni devono essere previste le elezioni politiche per la elezione del nuovo Governo. I contrassegni delle liste politiche devono essere depositate nell’arco temporale che va dalle ore 8 del 44esimo giorno alle ore 16 del 42esimo giorno prima del giorno delle elezioni.

Entro 2 giorni il Ministero dell’Interno prenderà in esame il tutto e comunicherà quali sono i contrassegni accettati.

Partiranno quindi i vari comizi dei politici in tour per l’Italia, con la presentazione della propria campagna elettorale che dovrà conquistare il voto dei cittadini italiani.

Nei 15 giorni precedenti al giorno del voto è vietato pubblicare sondaggi politici. Il giorno precedente ed il giorno stesso della votazione c’è il cosidetto ‘silenzio elettorale’ che vieta di predisporre comizi e campagne elettorali.

L’inizio dello spoglio comincia subito dopo la chiusura dei seggi. Nel contempo saranno pubblicati i primi risultati ufficiosi degli exit poll, che mostreranno ‘virtualmente’ chi nei sondaggi avrà vinto le elezioni politiche. Per finalizzare i dati dello scrutinio si dovranno aspettare i risultati di tutti i seggi, compresi quelli esteri.

La formazione del Governo

Dopo aver appurato i risultati delle elezioni, le due camere, la Camera dei deputati ed il Senato della Repubblica, si formano e cominciano il loro lavoro da deputati e senatori.

Successivamente si eleggono quindi i presidenti delle due Camere.

Elezione Presidente Camera

Per la Camera dei Deputati, per essere eletto come presidente è necessario avere almeno i due terzi (420) del totale dei deputati (630); se alla prima votazione la soglia non viene raggiunta, per la seconda e terza votazione si deve raggiungere almeno i due terzi dei votanti (e non del totale dei deputati). Se anche alla terza votazione non si raggiunge il quorum, dalla quarta basta la maggioranza assoluta per eleggere il nuovo Presidente della Camera dei Deputati.

Elezioni Presidente Senato

Per il Senato della Repubblica, il presidente deve avere un numero di voti favorevoli pari alla metà più uno dei senatori membri; se non si raggiunge il quorum nella prima e seconda votazione, dalla terza per essere eletto presidente del Senato basta avere la maggioranza assoluta dei voti; se anche alla terza votazione non si raggiunge il soglia, la quarta votazione si effettua solamente tra i due candidati più votati e basta un voto in più per essere eletto come presidente del Senato.

Le consultazioni del Presidente della Repubblica

In seguito il Presidente della Repubblica da inizio alle ‘Consultazioni’. Con esse, il capo dello Stato deve essere messo a conoscenza di quali sono le coalizioni tra le diverse forze politiche che formano la maggioranza e quindi le strategie politiche del nuovo Governo che si andrà a formare.

Nomina nuovo Presidente del Consiglio

Dopo aver ascoltato tutti i capi politici dei partiti che hanno ricevuto il maggior numero di voti alla elezioni, il Presidente della Repubblica conferisce l’incarico al nuovo Premier, il quale di consuetudine accetta con riserva, salvo ripresentarsi successivamente dal capo dello Stato per presentargli la sua ‘squadra di Governo’, con tutti i nominativi dei ministri proposti ai 13 ministeri dello Stato Italiano.

Giuramento e voto di Fiducia

Dopo l’accettazione da parte del presidente della Repubblica circa il nuovo consiglio dei ministri, tutti i politici della nuova squadra di Governo, Presidente del Consiglio e tutti i ministri, dovranno effettuare il giuramento ed ottenere il voto di fiducia alla Camera ed al Senato.

Dopo che tutti questi passaggi sono andati a buon fine, il Governo è ufficialmente in carica e pronto per governare il Paese.

Categorie Senza categoria

Sondaggi Politici Elettorali: tutto quello che c’è da sapere

I sondaggi politici sono delle ricerche statistiche eseguite su gruppi di persone per capire l’andamento di consensi su candidati, elezioni e partiti politici.

Considerando che questi sondaggi sono sempre più affinati e svolti su un campione significativo di persone, molte delle volte rispecchiano la realtà dei consensi e l’orientamento di voto per future elezioni.

Exit Poll

L’exit poll è un particolare sondaggio politico che viene eseguito durante la giornata di elezione. Il nome, che tradotto significa letteralmente ‘sondaggio all’uscita’, consiste nel chiedere all’elettore chi ha appena votato dopo l’uscita dal seggio.

L’exit poll è molto importante per capire sin da subito quali saranno i risultati di quelle determinate elezioni politiche in corso. Tuttavia, essenso solamente dei sondaggi effettuati su un numero relativo di elettori, i risultati effettivi potrebbero essere discordanti da quanto stimato dallo studio statistico dell’exit poll.

Sondaggi ufficiali

Il Governo Italiano ha messo a disposizione dei cittadini un portale curato direttamente dalla presidenza del Consiglio dei Ministri, che elenca tutti i sondaggi d’opinione eseguiti sulle tematiche politiche.

L’utilizzo del portale è volto all’inserimento e alla consultazione dei sondaggi politico elettorali: un utente che vuole inserire un sondaggio deve necessariamente registrarsi mediante l’area registrazione utente, o autenticarsi mediante l’apposita area autenticazione.

Un utente autorizzato, dopo l’autenticazione, vedrà comparire il menu Crea Sondaggio nell’Area Menu. L’inserimento di un sondaggio prevede tre step:

  1. Compilazione di tutti i dati del sondaggio come titolo, committente, acquirente e data;
  2. Inserimento delle domande ed eventuali risposte;
  3. Inserimento Conclusioni.
  • Sito Sondaggi Politico Elettorali: link

Chi fa i sondaggi

I sondaggi politici vengono realizzati da istituti di statistica che, per mezzo di software di alto livello, gestiscono la grande mole di informazioni che acquisiscono ponendo delle domande ad un gruppo ben identificato di cittadini.

Gli enti di ricerca più famosi che pubblicano sondaggi politici italiani sono:

Categorie Senza categoria